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Accampamento di Zingari con Caravan: La Storia

Riproduzione a olio dipinta a mano di Van Gogh, Accampamento nomade di zingari, carrozze da viaggio dipinte e cavalli in un campo soleggiato e luminoso.
Accampamento di zingari con carrozze, 1888; Musée d'Orsay · Vedi la riproduzione

Una sosta sulla strada fuori da Arles

Nell’estate del 1888 Vincent van Gogh lavorava a un ritmo che allarmava persino suo fratello, spedendo tele finite verso nord da Arles più in fretta di quanto Theo riuscisse ad appenderle. Tra i campi di grano e i frutteti tornava continuamente alle strade stesse, e alle persone che non vi si fermavano come facevano tutti gli altri.

Le famiglie di zingari che attraversavano la Provenza su carri coperti erano una vista familiare lungo le rotte vicino ad Arles, accampandosi per una notte o due prima di rimettersi in cammino. Van Gogh dipinse questa sosta così come la trovò, senza messa in scena né sentimentalismo, un campo di lavoro più che una vignetta pittoresca.

Aveva trascorso i primi mesi dell’anno assorbito dai frutteti in fiore e presto si sarebbe dedicato alla mietitura del grano e al cielo notturno sul Rodano. Questa tela si colloca tra quelle campagne più note, un soggetto più quieto colto in un pomeriggio qualunque.

Due carri e un cielo verde

La composizione è costruita attorno a due veicoli molto diversi che stanno fianco a fianco. A sinistra un carro agricolo con un cappuccio giallo ocra brillante e la cassa dipinta di rosso poggia su alte ruote, con le stanghe appoggiate al suolo. Accanto a esso sta un carro più pesante, verde scuro con una fascia rossa che corre lungo il fianco e un sottile tubo di stufa che si alza dal tetto.

Un cavallo bianco sta bardato tra i due, il suo mantello pallido è il passaggio di pittura più luminoso nella metà inferiore della tela. Più a destra un secondo cavallo, marrone scuro e senza bardatura, china la testa per brucare il terreno, la sua massa stagliata contro il muro pallido dietro di esso.

Piccole figure si muovono attorno ai carri: un uomo con una giacca blu sta vicino ai gradini del carro, altri siedono o si accovacciano nella sua ombra, e una figura solitaria in blu si allontana lungo la pista verso l’angolo inferiore destro, già piccola per la distanza. Nessuno di loro incontra lo sguardo dello spettatore, e la scena si legge come intravista più che messa in posa.

Su tutto, il cielo non è blu ma di un verde profondo, quasi turchese, rotto solo da un brandello di nuvola bianca in alto a sinistra. Un albero scuro con fogliame pesante, quasi nero, si affaccia dall’angolo superiore destro, i suoi rami tagliati dal bordo della tela, dando all’intera scena un senso di essere stata colta di sfuggita più che composta.

Una pista dipinta quasi nuda

Il terzo inferiore della tela è dedicato alla strada sterrata stessa, stesa in ampie pennellate di ocra, crema e rosa. Una singola asse di legno pallido vi giace di traverso in diagonale, l’unico incidente deliberato in un primo piano altrimenti vuoto.

Questa distesa di terreno aperto svolge un vero lavoro nel quadro. Spinge l’accampamento nella distanza intermedia e offre all’occhio una lunga superficie piana da attraversare prima di raggiungere i carri, i cavalli e le figure raggruppate oltre.

Colore steso in fretta

Van Gogh lavorò questa tela con pennellate brevi e cariche, la pittura spesso abbastanza spessa da conservare il segno del pennello o della spatola che l’aveva posata. Il cappuccio giallo del carro e il rosso della sua cassa sono stesi in colore quasi puro, l’uno contro l’altro, con appena qualche tono di transizione tra essi.

Il verde del cielo e l’ocra della strada sono trattati allo stesso modo, come campi piatti di colore forte più che luce graduata. I contorni sono scuri e rapidi, più disegnati che dipinti, tenendo insieme i carri e gli animali contro fondi che altrimenti potrebbero inghiottirli.

Nulla qui è levigato o sfumato per rifinitura. Il quadro conserva la prova di essere stato dipinto in fretta, davanti al soggetto, prima che l’accampamento si muovesse.

Quarant’anni dopo, ancora su una parete

Accampamento di zingari con carri misura 51 per 45 centimetri, una dimensione modesta alla quale Van Gogh lavorò spesso quell’anno quando dipingeva direttamente da una scena invece di costruire una composizione più ampia in studio. L’originale è appeso al Musée d’Orsay di Parigi.

A quella scala il quadro si comporta diversamente a seconda della luce circostante. Alla luce diretta del giorno il cielo verde e il cappuccio giallo dominano la stanza, e verso sera i verdi più scuri del carro e l’albero nero emergono, con il cavallo bianco che diventa il punto al quale l’occhio ritorna.

Premia una breve distanza e uno sguardo lungo, il tipo di quadro che cambia carattere nel corso della giornata come la strada che raffigura sarebbe cambiata con un accampamento in movimento, andato altrove al mattino.

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Accampamento di zingari con carrozze presentata in un interno da collezionista

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