Alberi di castagno in fiore: storia, significato e pennellate
Nel maggio 1890 Vincent van Gogh aveva lasciato l’ospedale di Saint-Rémy e si era stabilito ad Auvers-sur-Oise, un villaggio a nord-ovest di Parigi dove avrebbe trascorso le ultime dieci settimane della sua vita sotto l’informale sorveglianza del dottor Paul Gachet. Quel primavera lavorò a ritmo furioso, spesso terminando una tela al giorno, inseguendo i frutteti e i giardini mentre sbocciavano prima che i fiori cadessero. Blossoming Chestnut Trees, dipinto nel 1890, appartiene a quella breve, intensa serie di soggetti di giardini e frutteti.
Non è una grande dichiarazione. È un angolo del giardino di qualcuno, osservato da vicino e dipinto in fretta, una delle diverse vedute simili che realizzò quella primavera mentre gli alberi in fiore intorno ad Auvers gli offrivano un soggetto nuovo quasi ogni giorno.
Un angolo di Auvers
Due castagni riempiono gran parte della tela, i loro tronchi si ergono da un terrapieno dal terreno ombreggiato di lavanda in primo piano. Una bassa staccionata bianca o muro da giardino corre dietro di loro, catturando la luce in pallide pennellate verticali, con un ulteriore gruppo di fogliame scuro e arrotondato sulla destra.
Gli alberi sono in piena fioritura. I loro grappoli di fiori eretti, le spighe simili a candele tipiche dell’ippocastano, coprono la chioma con brevi pennellate bianche e crema, alcune riscaldate da un tocco di rosa, che si stagliano contro la massa di verde sottostante.
Colore spinto ai suoi estremi
Il verde domina la tela, ma non è un unico verde. Van Gogh costruì il fogliame con viridiano scuro, pennellate d’ombra quasi nere e tocchi più chiari di verde foglia posti fianco a fianco, così la chioma si legge come una massa densa e viva piuttosto che come una forma piatta.
Sopra e a destra, si apre una chiazza di cielo azzurro, stesa in pennellate sciolte e striate che sfumano dal pallido vicino all’orizzonte a un blu più profondo nella parte superiore della tela. Una nuvola scura, quasi livida, si trova nell’angolo superiore, una piccola nota di peso contro la leggerezza degli alberi in fiore.
Sotto, il terreno è reso in ombre fredde di viola e lavanda, lasciando spazio a una striscia calda di ocra e giallo lungo il fronte della composizione. Quel passaggio dal freddo al caldo nel terzo inferiore della tela ancora il quadro e impedisce ai verdi soprastanti di fluttuare liberi.
Pennellate costruite per la velocità
Guardando da vicino, i fiori non sono tanto dipinti quanto marcati: brevi, spesse pennellate di bianco e crema, stese con colore pieno, che si sollevano dal verde sottostante. Ogni pennellata fa il lavoro di una singola spiga di fiori senza descriverla nei dettagli, una scorciatoia che tiene insieme solo a una normale distanza di visione.
Il fogliame intorno ai fiori è costruito con pennellate ricurve e sovrapposte, alcune quasi calligrafiche, che seguono la direzione di crescita dei rami. I tronchi e i rami inferiori sono tracciati con linee più lunghe e controllate, dando alla massa di verde soprastante qualcosa a cui appendersi.
Nulla nella superficie pittorica è levigato. La tela conserva l’evidenza di un quadro realizzato rapidamente, in una sola sessione prolungata, da un pittore che lavorava contro il calendario di una stagione che non lo avrebbe aspettato.
Vivere con il dipinto
L’originale è un oggetto modesto, 50,5 per 63 centimetri, più vicino per scala a una finestra che a una dichiarazione che riempie una parete, ed è ora conservato presso il Kröller-Müller Museum. Quella dimensione si adatta al soggetto: un’intima occhiata a un giardino, non una veduta pubblica di un paesaggio.
A distanza, attraverso una stanza, il quadro si legge come un’unica forma verde illuminata dall’interno da fiori bianchi, con il cielo azzurro e il primo piano caldo che gli danno profondità. Avvicinandosi, si scompone nelle singole pennellate, nei trattini e nei riccioli che si risolvono in alberi e fiori solo quando l’occhio si ritira di nuovo.
La luce del giorno lo cambia nel corso della giornata. Una luce più fredda fa emergere i blu e i viola nel cielo e nel terreno in ombra; una luce più calda mette in risalto la striscia ocra alla base e i fiori venati di rosa, così la stessa tela può sembrare piuttosto diversa alle nove del mattino e alle sei di sera.
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