Descrizione
Lo stesso tipo di torso in gesso senza testa e senza braccia appare qui in una chiave più delicata rispetto al suo studio complementare: la figura si erge su un piedistallo rotondo contro una parete morbida grigio-verde acqua, illuminata in modo più uniforme, così che le ombre sul petto e sui fianchi del gesso sono tenui e diffuse anziché nettamente definite. Il colore è applicato in pennellate lunghe e fluide che seguono da vicino la curva del gesso, bianco riscaldato qua e là con giallo pallido e toccato di verde tenue ai bordi, dove il colore della parete si insinua debolmente nel contorno della figura.
Dove una fonte di luce intensa potrebbe far apparire il gesso di un bianco crudo, qui l’intero torso si legge come un avorio morbido, più vicino in temperatura alla parete dietro di esso, così che figura e sfondo si collocano nella stessa ristretta gamma tonale anziché contrastare nettamente. Van Gogh dipinse diverse versioni di questo stesso calco durante la sua formazione accademica, lavorando lo stesso motivo più di una volta per esercitarsi con illuminazioni e trattamenti diversi, e questa tela è la più calma del gruppo, più incentrata sulle morbide transizioni di tono che su ombre drammatiche.
La sua distinzione all’interno della sua serie di studi dal vero risiede proprio in quella sobrietà: anziché usare l’esercizio per spingere il contrasto e il dramma, lo usò per studiare come la forma possa essere costruita quasi interamente attraverso sottili variazioni di valore, una disciplina distinta dai forti contrasti cromatici che definiscono la sua pittura matura. I segni visibili del pennello, ancora sciolti e direzionali nonostante il soggetto sommesso, mostrano la stessa mano che in seguito avrebbe dipinto girasoli e cipressi, solo rivolta verso un problema molto più silenzioso.
Su una parete, la palette di avorio tenue e verde acqua si legge come sobria e calma, un quadro che si ritrae anziché richiedere attenzione, utile proprio perché non entrerà in competizione con opere più sature vicine, pur portando da vicino l’inconfondibile texture della sua pennellata.



